Sicurezza Banche Online

Una delle piú gravi preoccupazioni che affliggono coloro che hanno un conto bancario online é la sicurezza dei propri dati bancari.
Chi non ha mai sentito parlare di furto d'identitá?
Il furto di identità non è solo un problema per persone che navigano in Rete e forniscono le proprie informazioni online.

E' stato dimostrato che la maggioranza dei casi di furto d'identità avviene non, come si pensa comunemente, utilizzando il computer, ma permettendo a persone poco raccomandabili di entrare in possesso di informazioni personali, come numeri di carte di credito, numeri telefonici, dati per l'accesso in vari account.
Quando si viene presi di mira è semplice reperire le nostre informazioni sensibili, basta ascoltare una conversazione telefonica, o addirittura curiosare nella nostra immondizia (pratica molto nota negli Stati Uniti col nome di dumpster diving), o ancora intercettare una ricevuta del ristorante con numeri di conto o carta.

Una volta ottenuti alcuni dati è poi semplice utilizzarli per ottenere ulteriori informazioni utili ad impersonarci per acquistare articoli su internet o richiedere ed ottenere dei prestiti!

Esistono una marea di modi per ottenere i nostri dati senza dare nell'occhio: il furto della corrispondenza ordinaria è uno dei metodi più utilizzati: estratti conto bancari, informazioni assicurative, ricevute di fatturazione, estratti conto carte di credito, tasse, comunicazioni contributive, sono una miniera d'oro per chi cerca dati!

Un altro semplice modo di carpire dati personali è semplicemente chiedere direttamente le informazioni alle persone interessate.



Sembra quasi incredibile, ma una grossa azienda londinese ha portato avanti un esperimento illuminante sull'ingenuità degli individui presi alla sprovvista: ai passanti veniva proposto un semplice questionario che, tra molte innocenti domande, nascondeva alcune domande riguardanti dati personali.
Bisogna sapere che questo tipo di dati sono quelli che più frequentemente i comuni ed ingenui mortali utilizzano per generare le proprie password: nome della mamma da nubile, data di nascita dei propri figli, nome del cane e del gatto, ecc..

E' imbarazzante il risultato di questa indagine: nove persone su dieci hanno rivelato questi dettagli nel questionario a dei perfetti sconosciuti!
Anche sul posto di lavoro è possibile subire il furto di informazioni, soprattutto quelle di carattere finanziario, che di solito sono tenute nell'ufficio buste paga. In quest'ufficio, che le aziende dovrebbero, a detta di legge, rendere inattaccabile da incursioni estranee, si può fare hacking a piacimento, come è possibile farlo sui computer dei dipendenti lasciati incustoditi e privi di salvaschermo con password.

E' di poco tempo fa la notizia di una serie di attacchi a banche internazionali.
Nel mirino non i clienti delle banche, ma le banche stesse. L'infiltrazione sarebbe avvenuta nei sistemi informatici di oltre 100 banche sparse in tutto il mondo, sottaendo un bottino di circa un miliardo di dollari.
Sembra che le banche in questione sono state studiate per mesi e nei minimi particolari prima di prelevare il denaro senza sollevare alcun sospetto, semplicemente creando alcuni conti fittizi su cui sarebbero stati effettuati trasferimenti.

Non si può certo negare che anche la Rete, grazie alla sua crescente diffusione, è diventata una fonte inesauribile di dati, soprattutto se non si oppone la minima resistenza ad eventuali attacchi di chi si intrufola nel nostro mondo virtuale!
Che poi tanto virtuale non è più data la tendenza, sempre più diffusa, ad utilizzare internet per il pagamento di utenze domestiche, transazioni bancarie, stipula di contratti, ecc..
Ogni sistema collaudato ha le sue magagne e le sue debolezze ed anche internet ha i suoi buchi (costantemente tappati con gli aggiornamenti dei vari sistemi operativi), ma d'altronde i primi ad essere clonati furono i bancomat, che con internet c'entrano ben poco.

Anche con il phishing è possibile rubare facilmente l'identità. Funziona così: si fa uso dell'identità di una persona fisica o di un'istituzione (per esempio creando finte pagine di accesso a siti come le Poste o le banche, quindi si manda un'email al malcapitato spiegandogli che ci sono stati dei problemi sul suo account e che, attraverso quella stessa pagina, bisogna inserire login e password per rimettere a posto le cose.

Si carpiscono così i dati personali dell'utente, quali numeri di carte di credito, password, dati di conti bancari, per poi effettuare operazioni a suo nome, direttamente dall'interno del vero account di cui si sono carpiti illecitamente i dati.
Per quanto riguarda l'Italia, nel 2005 i piu' colpiti dal phishing sono stati Banca Intesa, Fineco e Poste Italiane.

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