Banca di Credito Marinaro

Genova (GE)

Data di costituzione: 9 dicembre 1914

Data di scioglimento: 13 febbraio 1950

Genova (GE)

Altre denominazioni

  • Banca Ligure [9 dicembre 1914]
  • Banca di Credito Marinaro [1927]

La Banca Ligure viene fondata a Genova il 9 dicembre 1914 con capitale di 330.000 lire, con lo scopo dell'esercizio bancario inteso a promuovere l'incremento della cooperazione di produzione, lavoro e consumo. Il capitale della banca viene a più riprese aumentato fino a raggiungere i 10.000.000 di lire nel 1921. Fino a quel momento la banca ha un azionariato di maggioranza socialista, ma verso la fine del 1922 la maggioranza del capitale azionario passa nelle mani della Coop Garibaldi presieduta dal capitano Giulietti che gode di grande reputazione fra i marittimi genovesi. Nel giro di breve tempo la banca viene però commissariata. Nel settembre 1927 al termine del commissariamento l'Assemblea della banca riduce il capitale a 7.000.000 di lire e cambia la ragione sociale in Banca di Credito Marinaro. Nello stesso anno purtroppo la banca, che lavorava perlopiù con le cooperative, subisce le conseguenze della disposizione ministeriale che trasferisce ad altro istituto di credito il lavoro bancario di tutti gli enti cooperativi e sindacali. La banca, che rivolge allora i propri servizi ai clienti privati, riduce ulteriormente il capitale sociale che nel 1935 è pari a 4.000.000 di lire. Nonostante la fiducia che gode da parte dei risparmiatori, testimoniata da un andamento crescente nei depositi, la banca viene giudicata in condizioni delicate dall'ispezione della Banca d'Italia del 1935. Nella primavera del 1948 la “Garibaldi soc. coop. di navigazione" con sede a Genova, dopo la sua ventennale gestione, cede infatti la maggioranza del pacchetto azionario della banca (83%) a Giuseppe Ariccio che versa 51.000.000 di lire. Ariccio però usa la banca per propri scopi personali, raccogliendo il maggior numero di depositi possibile per finanziare le proprie attività. Dopo pochi mesi la banca entra in una situzione di criticità. Alla fine degli anni Quaranta dunque vi è la nuova e definitiva crisi che fa subire al Credito Marinaro un ennesimo e finale commissariamento. Gli sportelli sono chiusi nel novembre 1949. Il commissario straordinario Alberto Bosisio, professore alla Facolta di Economia e commercio di Genova, ha il compito di svolgere una liquidazione coatta che consenta anche di verificare le responsabilità degli amministratori e le cause che hanno provocato la crisi della banca. I giornali cittadini scrivono a lungo sull'accaduto, evidenziando in modo particolare sia la situazione dei risparmiatori sia la condizione drammatica in cui si sono venuti a trovare gli impiegati della banca.


Sede legale

  • Genova (GE) [via Garibaldi n. 8]

Capitale sociale

  • [9 dicembre 1914] 330.000 Lire italiane
  • [1921] 10.000.000 Lire italiane
  • [1927] 7.000.000 Lire italiane
  • [1935] 4.000.000 Lire italiane

Forma giuridica

  • [9 dicembre 1914] Società anonima
  • [settembre 1927] Società anonima

Categoria bancaria

  • [9 dicembre 1914] Società ordinaria di credito
  • [settembre 1927] Società ordinaria di credito

Fonti archivistiche

  • ASBI - Archivio storico Banca d'Italia (Roma)
    Fondo Banca d'Italia, sottofondo Vigilanza (1926-1961)
    pratt., n. 1282, fasc. 2
  • ASBI - Archivio storico Banca d'Italia (Roma)
    Fondo Banca d'Italia, sottofondo Vigilanza (1926-1961)
    pratt., n. 1283, fasc. 1

Fonti bibliografiche

  • Gozzini Umberto, Dizionario delle banche, banchieri e casse di risparmio d'Italia, Ancona, Stab. Tipografico del commercio, 1924
  • Annuario delle Banche e dei Banchieri d'Italia 1927-1928, Milano, Tipografia Fratelli Lanzani

Autore: Luciano Maffi | Ultima modifica: 23 dicembre 2022