Ditta Bartolomeo Parodi e Fratelli

Genova (GE)

Data di costituzione: prima di 1792

Data di scioglimento: 1928

Genova (GE)

Altre denominazioni

  • Giacomo Parodi q. Bartolomeo [1792]
  • Bartolomeo Parodi q. Giacomo [1830]
  • Ditta Bartolomeo Parodi e Figlio [1837]
  • Ditta Bartolomeo Parodi e Fratelli [1874]

L’attività creditizia dei Parodi esiste già alla fine del Settecento con Giacomo (1754-1830), inizialmente con il fratello Francesco e dal 1792 da solo. Negli anni Venti dell’Ottocento l’ascesa del banchiere è compiuta, con il riconoscimento generale della sua specializzazione nelle attività creditizie, delle sue competenze e della sua reputazione. Negli ultimi anni di vita Giacomo perde in gran parte l’uso della vista e, già dalla fine del 1827, è affiancato dai commessi più fidati nelle fasi più delicate del lavoro, specialmente da Carlo Bombrini. Nel 1828 in banca, situata in piazza della Posta Vecchia, oltre a Giacomo e al figlio Bartolomeo lavorano sei commessi. È proprio con Bartolomeo che l'attività familiare Parodi sancisce il passaggio dall’emergente borghesia genovese con liquidità, relazioni e competenze creditizie, a una prospettiva di impostazione bancaria aderente ai modelli credito/finanza tipici della haute banque europea, mettendo così a frutto la capacità di organizzarsi nei nuovi orizzonti operativi dell’economia nazionale e internazionale. Come emerge da fonti documentarie relative a interlocutori di diversa natura, sia essa finanziaria, politica o giudiziaria, attestazioni del livello di credibilità e spendibilità del nome Parodi ricorrono frequenti nei decenni preunitari. Nella rete degli interlocutori dei Parodi compaiono alcuni tra i protagonisti dell’haute banque e della finanza internazionale. Tra questi i banchieri Rothschild (con le banche di Napoli, Londra e Parigi), Alessandro Torlonia, banchiere pontificio, Raffaele De Ferrari, imprenditore e finanziere di respiro europeo, oltre a statisti come Camillo Benso di Cavour e il cardinale Giacomo Antonelli, Segretario di stato dello Stato Pontificio. Il 18 ottobre 1838, James de Rothschild, in viaggio in Italia alla ricerca di corrispondenti con cui intessere i propri affari, invia da Genova una lettera alla sua maison di Parigi in cui individua nella casa Parodi la ditta più importante della città, con un business dai 3 ai 4 milioni di franchi dell’epoca. La reputazione e la ricchezza di questi banchieri crescono negli anni Quaranta, grazie agli investimenti in società anonime che si costituiscono a Genova, specialmente banche, e in quanto sottoscrittori di prestiti allo Stato Pontificio (1846, prestito Parodi-Torlonia). Già nei primi anni di questo decennio, nell’epistolario intrattenuto con Emile De La Rüe, Cavour, oltre a soffermarsi su questioni politiche, finanziarie ed economiche, si informa sulle attività bancarie di Genova. Le indicazioni fornitegli dal banchiere genovese di origine ginevrina De La Rüe permettono allo statista di delineare un profilo dei Parodi in termini di sostanze e di reputazione che lo convincono essere gli interlocutori ideali per attivare moderne attività bancarie nel Regno di Sardegna e, in seguito, per sostenere il progetto di unificazione.
Negli anni Quaranta i Parodi compiono un vero e proprio salto di qualità, riconducibile a operazioni finanziarie di respiro sovranazionale. Un altro filone di attività che fa ascrivere i Parodi all’haute banque va individuato nel loro contributo alla nascita di nuovi stabilimenti bancari sotto forma di società per azioni, al pari di altre famiglie di banchieri a livello europeo. I Parodi partecipano a iniziative di questo tipo già negli anni Quaranta, contribuendo alla fondazione di alcune banche che hanno sede a Genova. Nel panorama dell’economia della Penisola è di grande rilevanza la loro partecipazione alla fondazione della Banca di Genova, nel 1844. Il capoluogo ligure, con le sue banche, diviene uno dei poli di ammodernamento delle strutture economiche dello Stato Sardo. Una conferma delle competenze finanziarie dei Parodi e una testimonianza diretta dell'idea che Bartolomeo ha di sviluppo economico e del settore bancario arrivano dai discorsi da lui tenuti, nel ruolo di presidente, alle prime tre Adunanze generali degli azionisti della Banca il: 13 maggio 1845; 14 luglio 1846; 13 luglio 1847. L’attività dei Parodi, dunque, nel periodo considerato, spicca sul panorama nazionale poiché si tratta di un’impresa che si distingue per antichità, solidità, reputazione e mutue relazioni con altre banche private. La banca, inoltre, come accennato, si occupa di grandi affari, dai prestiti di Stato all’investimento in società anonime quali banche, ferrovie, miniere, trasporto marittimo. Il ruolo dei Parodi è di grande rilievo nel biennio 1848-1849 quando, all’interno delle difficoltà politiche ed economiche del Regno di Sardegna, ispirano la politica finanziaria governativa, specialmente nel periodo in cui è ministro delle Finanze il genovese Vincenzo Ricci. In generale, il caso dei Parodi dimostra come i banchieri privati italiani e gli investitori della Penisola abbiano ricoperto un ruolo primario nel collocamento dei prestiti pubblici nazionali. I banchieri privati sono stati soggetti meno studiati e, sostanzialmente, sottovalutati a causa della carenza di fonti primarie. I banchieri privati di Genova, Milano, Torino e Roma - che gestivano la rete di scambi obbligazionari e il commercio delle materie prime - sono sati più volte partner dei più importanti banchieri privati di Londra e Parigi (Rothschild, Hambro, Baring).
In merito all'evoluzione aziendale in termini di denominazione dell’attività si registrano, nell'arco del secolo, variazioni indotte da motivi di opportunità o da adeguamenti alla storia familiare. Prima del 1830 la ragione di commercio è “Giacomo Parodi q. Bartolomeo”. Dal 1830, anno della morte di Giacomo, diventa “Bartolomeo Parodi q. Giacomo”. Nel 1837 grazie all’accordo fra Bartolomeo e suo figlio Giacomo (1808-1868) nasce la “Ditta Bartolomeo Parodi e Figlio” con capitale di 400.000 lire, di durata quinquennale e rinnovabile, salvo disdetta di uno dei soci da darsi tre mesi prima della scadenza. Questa Ditta rimane attiva fino alla morte di Giacomo e i suoi eredi nel 1868 ricostituiscono la “Ditta Bartolomeo Parodi e Figlio” con capitale di 2.200.000 lire. L’attività, che dal 1874 assume l'intestazione “Ditta Bartolomeo Parodi e Fratelli” con capitale sociale di 3.200.000 lire, prosegue fino alla liquidazione della banca nel 1928.
Nel 1862 l’organico della banca Parodi è costituito dai banchieri Bartolomeo e Giacomo, il figlio di quest’ultimo, Giacomo (1842-1921), il nipote Bartolomeo (1838-1912), figlio del fratello di Giacomo, e sette dipendenti. Il clamoroso furto subito in quello stesso anno testimonia, nella sventura, la rilevanza dell’istituto, da cui vengono trafugate circa 730.000 lire, in titoli e biglietti della Banca Nazionale, più altre 80.000 lire in oro, bottino in parte recuperato grazie all’azione delle forze dell’ordine. I Parodi in ogni caso godono di una grandissima reputazione sulla piazza genovese, dove vengono considerati una delle banche più sicure. A partire dagli anni Settanta, tuttavia, l’era dei banchieri privati entra in crisi sia per il moltiplicarsi delle banche pubbliche sia per il cambiamento generale del sistema economico. Negli stessi anni, infatti, emerge sempre più delineata la specializzazione della banca nella gestione di investimenti finanziari e la voce “titoli e valori” all’interno del bilancio si fa sempre più rilevante. La trasformazione dei Parodi, come di altri banchieri privati, in banca di investimento porta a un asset class del loro portfolio strutturato specialmente in azioni e obbligazioni di società bancarie; negli anni Sessanta e Settanta oltre il 70% delle azioni possedute sono in questo ambito, per poi diminuire negli anni Ottanta a valori fra il 40 e il 50%, con al contempo un aumento dell’investimento nel settore ferroviario.
In generale, dal 1868 all’inizio del Novecento, dei 112 differenti prodotti, tra azioni e obbligazioni, che fanno vivere il portfolio finanziario, solo 15 occupano da soli, in tempi diversi, oltre il 70% del capitale investito. Le azioni appartengono alle seguenti società: Credito Mobiliare Italiano, Banca Nazionale, Banca d’Italia, Cassa Generale, Istituto Italiano di Credito Fondiario, “Italia” Compagnia di Assicurazioni, Compagnia la Fondiaria Assicurazioni, Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo, Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, Compagnia Generale delle Miniere, Società Ligure Lombarda per la Raffinazione degli Zuccheri, Società Scerno e Gismondi; le obbligazioni invece sono anzitutto quelle governative, a cui si aggiungono quelle della Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali e della Società Ferrovie Italiane. La crisi del settore bancario, cominciata alla fine degli anni Ottanta, prosegue nei primi anni Novanta con il fallimento di numerosi istituti ma, nonostante gli evidenti segni di instabilità di numerose società e dell’intero sistema, gli investitori genovesi proseguono con il supporto ad alcuni grandi istituti bancari, come il Credito Mobiliare e la Banca Generale, specializzati nel sostegno delle imprese industriali e immobiliari. Per questa ragione il tracollo dei due istituti, avvenuto tra 1893 e 1894, determina un vero e proprio sconvolgimento. La Banca Parodi in quella congiuntura subisce perdite ingentissime.
Negli anni successivi, dopo un riassetto organizzativo, la banca attua una vera e propria riconversione delle attività creditizie con un parziale allontanamento dalle attività finanziare, come emerge anche dai bilanci degli ultimi anni dell’Ottocento e del primo decennio del Novecento. La nuova strategia della ditta Parodi è quella di sviluppare rapporti con il Sud America dove si sono trasferiti o si stanno trasferendo numerosi italiani. La situazione non migliora negli anni successivi, tanto che nel 1898, mostrandosi contrariati a causa dell’accertamento dei redditi di ricchezza mobile, i Parodi sottoscrivono che la banca ha talmente ristretto i propri affari da ricavarne solo il necessario per retribuire i dipendenti. Il secolo che volge al termine assiste a un assestamento della parabola discendente della banca Parodi. La crisi del 1907 rappresenta una fondamentale, ulteriore fase con la quale la ditta Parodi si deve relazionare, costituendo una tappa imprescindibile per il successivo sviluppo industriale italiano e, nel contempo, determinando una sostanziale battuta d'arresto negli investimenti dei capitalisti genovesi nel settore bancario e industriale. In quell’anno la banca non subisce particolari contraccolpi, ma il suo giro d’affari è sempre più limitato e prosegue così fino al 1928 quando la ditta viene liquidata.


Sede legale

  • Genova (GE) [Prima sede a fine Settecento nei pressi del Ponte Reale; successivamente in piazza della Posta Vecchia; infine in corso Garibaldi - Palazzo Lercari-Parodi]

Capitale sociale

  • [1837] 400.000 Lire piemontesi
  • [1868] 2.200.000 Lire italiane
  • [1874] 3.200.000 Lire italiane
  • [1913] 400.000 Lire italiane

Forma giuridica

  • [1792] Ditta individuale
  • [1830] Ditta individuale
  • [1837] Società in nome collettivo
  • [1874] Società in nome collettivo

Categoria bancaria

  • [1792] Ditta bancaria
  • [1830] Ditta bancaria
  • [1837] Ditta bancaria
  • [1874] Ditta bancaria

Fonti archivistiche

  • Archives Nationales du Monde du Travail (Roubaix (France))
    Banque Rothschild
    ANMT, Banque Rothschild, 132AQ56, Emprunt Italiens (1849-1860)
  • Archives Nationales du Monde du Travail (Roubaix (France))
    Banque Rothschild
    132 AQ 9 P 095, Parodi (1838–1847). BR, 132 AQ 9 P 096, Parodi (1848–1851). BR, 132 AQ 9 P 097, Parodi (1852–1855). BR, 132 AQ 9 P 099, Parodi (1860–1863). BR, 132 AQ non cot´e 145, Parodi (1852–1868). BR, 132 AQ 9 P 207, Parodi (1868–1873). BR, 132 AQ 9 P 208, Parodi (1874–1877). BR, 132 AQ 9 P 209, Parodi (1878–1883). BR, 132 AQ 9 P 210, Parodi (1884–1887). BR, 132 AQ 9 P 318, Parodi (1888–1892). BR, 132 AQ 9 P 319, Parodi (1893–1897). BR, 132 AQ 9 P 320, Parodi (1898–1901). BR, 132 AQ 9 P 321, Parodi (1902–1914).
  • Centro di studi e documentazione di Storia economica “Archivio Doria” (c/o Dipartimento di Economia, Università di Genova) (Genova)
    Fondo Famiglia Parodi
    4/31, 6/50, 4/39, 4/37, 4/38, 11/116, 12/127, 6/1

Fonti bibliografiche

  • Guida generale delle due provincie di Genova e Porto Maurizio. Anno 1873-74, Ticozzi Luigi, Milano, Tipografia e stereotipia della “guida generale d’Italia”, 1874
  • Annuario d'Italia amministrativo-commerciale, 1889
  • Guida commerciale d'Italia e delle colonie italiane all'estero, Roma, 1908
  • Gozzini Umberto, Dizionario delle banche, banchieri e casse di risparmio d'Italia, Ancona, Stab. Tipografico del commercio, 1924
  • Da Pozzo M., Felloni G., La Borsa Valori di Genova nel secolo XIX, Genova, ILTE - Industria Libraria Tipografica Editrice, 1964
  • Gille, Bertrand, Histoire de la Maison Rothschild. I. Des origines à 1848, Genève, Librarie Droz, 1965
  • Doria Giorgio, Investimenti e sviluppo economico a Genova alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Volume Primo. Le premesse (1815-1882), Milano, Giuffré Editore, 1969
  • Doria Giorgio, Investimenti e sviluppo economico a Genova alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Vol. II. 1883-1914, Milano, Giuffrè Editore, 1973
  • Felisini, Daniela, Le finanze pontificie e i Rothschild. 1830-1870, Roma, Edizioni Scientifiche Italiane, 1990
  • Conte Leandro, La Banca Nazionale. Formazione e attività di una banca di emissione, 1843-1861, Napoli, ESI, 1990
  • Scatamacchia Rosanna, Azioni e azionisti. Il lungo Ottocento della Banca d’Italia, Roma-Bari, Editori Laterza, 2008
  • Felisini, Daniela, Alessandro Torlonia. The Pope’s Banker, London, Palgrave Macmillan, 2016
  • Maffi Luciano, Banca e finanza a Genova. La ditta Parodi dall’Unità alla crisi degli anni Novanta, in «Storia Economica», XXII, 1, 2019, pp. 139-179
  • Maffi Luciano, Private bankers in the Italian 19th century. The Parodi of Genoa in the national and international context: credit, financial and political relations, Cham, Palgrave Macmillan, 2020
  • Rollandi Maria S., Parodi, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Volume 81, pag. 401-405

Autore: Luciano Maffi | Ultima modifica: 29 dicembre 2022