Istituto di Credito Fondiario del Piemonte e della Valle d'Aosta S.p.a.

Torino (TO)

Data di costituzione: 17 gennaio 1968

Data di fusione per unione: 31 marzo 1993

Torino (TO)

L'Istituto di Credito Fondiario del Piemonte e della Valle d'Aosta nasce come ente morale (a carattere consorziale con personalità giuridica e gestione autonoma) il 17 gennaio 1968 con atto a rogito del notaio Aldo Billia. La sede legale è a Torino (corso Stati Uniti n. 21, per spostarsi, nel 1988, in corso Montevecchio n. 39) e il capitale di dotazione iniziale è fissato a 6 miliardi di lire; il fondo di garanzia ammonta a 2 miliardi di lire, costituito da 2.000 quote di partecipazione nominative indivisibili di 1 milione di lire cadauna, sottoscritte dalle Casse di risparmio che hanno dato vita al nuovo ente (cfr. fonti G.U., 29 agosto 1968, v. sotto): Alessandria (111 quote, 111.000.000 lire), Asti (153 quote, 153.000.000 lire), Biella (117 quote, 117.000.000 lire), Bra (31 quote, 31.000.000 lire), Cuneo (173 quote, 173.000.000 lire), Fossano (31 quote, 31.000.000 lire), Saluzzo (30 quote, 30.000.000 lire), Savigliano (22 quote, 22.000.000 lire), Torino (1210 quote, 1.210.000.000 lire), Vercelli (86 quote, 86.000.000 lire). L'Istiuto è controllato, così, dalla Cassa di Risparmio di Torino (per il 69%). L'ente è autorizzato a esercitare, in Piemonte e in Valle d'Aosta, il credito fondiario ed edilizio. Nel 1972 è autorizzato a emettere cartelle fondiarie fino a trenta volte l'ammontare dei fondi di garanzia e delle prorpie riserve (cfr. fonti G.U., 9 settembre 1972, v. sotto), mentre negli anni successivi viene altresì autorizzato a effettuare operazioni di credito turistico e alberghiero e di mutuo per la realizzazione di alloggi popolari (Sezione Opere Pubbliche). Lo Statuto, in 33 articoli, fissa come "illimitata" la durata dell'Istituto. L'art. 2 specifica che "presso l'Istituto ha sede una sezione autonoma per il finanziamento di opere pubbliche e di impianti di pubblica utilità". Nel corso degli anni Settanta l'Istituto si rende protagonista dello sviluppo urbanistico del proprio territorio (e, segnatamente, di Torino), concedendo numerosi mutui per il settore edilizio. Nello stesso periodo il suo andamento risulta in attivo, anche grazie al traino della Cassa di Risparmio di Torino. Nel 1979 il Credito Fondiario registra un aumento nel valore delle sue operazioni di mutuo del 17,5% (188 miliardi di lire). Il decennio successivo, tuttavia, si apre all'insegna dell'incertezza, dal momento che i mutui vengono congelati perché non si riescono a vendere le obbligazioni. Una situazione a cui si cerca di ovviare nel 1983, quando il presidente, Giuseppe Maspoli, annuncia la concessione di mutui di 15 anni per l'acquisto di un'abitazione a tasso ridotto (19%, anziché 21%: la differenza viene coperta dalla Cassa di Risparmio di Torino e dall'Istituto, per un 1% ciascuno). Lo scopo è quello di "promuovere la proprietà della casa, lo sviluppo dell'edilizia residenziale e il recupero del patrimonio abitativo esistente perché, in qualunque modo si riesca ad aumentare la disponibilità di alloggi, si contribuisce ad allentare la speculazione su chi cerca casa" (La Stampa, 21 giugno 1983). In questo modo, negli anni successivi, si annota un aumento degli investimenti (nel 1986 si registra un incremento delle attività dell'11%) e una riconferma dei conti in attivo dell'Istituto. Il bilancio del 1986 restituisce risultati positivi: l'utile netto è di 8.360.183.383 lire (con un incremento del 18,29% rispetto al 1985), mentre gli impieghi si attestano su 814 miliardi (+7,29%). Contestualmente, si rafforza anche il patrimonio (+13,57%), per un totale di 88 miliardi. Per potenziare ancor più l'Istituto, si delibera l'ingresso tra i partecipanti della Banca Popolare di Sassari. Il trend positivo di sviluppo si conferma anche negli anni successivi e nel bilancio del 1990 il volume complessivo di finanziamenti è di 2.233 miliardi (+42,59% rispetto al 1989). L'anno succesivo il patrimonio ammonta a 120 miliardi di lire. Con decreto ministeriale del 23 aprile 1992, l'Istituto, da ente morale, divene una società per azioni, con un capitale sociale di 25.000.000.000 lire, formato da 25 milioni di azioni nominali di 1.000 lire ciascuna. La nuova realtà ha vita breve, perché nel 1993 iniziano le trattavia che portano alla fusione con l'Istituto di Credito Agrario (capitale sociale di 90.000.000.000 lire). Con atto a rogito del notaio Marocco, il 1° aprile 1993 nasce Federbanca Credito Agrario Fondiario Industriale S.p.a. (sede legale a Torino, in corso Stati Uniti n. 21), con fondo di dotazione iniziale di 200.000.000.000 di lire.


Sede legale

  • Torino (TO) [corso Stati Uniti n. 21]
  • Torino (TO) [corso Montevecchio n. 39 (sede legale dal 1988)]

Capitale sociale

  • [17 gennaio 1968] 6.000.000.000 Lire italiane
  • [1992] 25.000.000.000 Lire italiane

Forma giuridica

  • [17 gennaio 1968] Ente morale
  • [23 aprile 1992] Società per azioni

Categoria bancaria

  • [17 gennaio 1968] Istituto di credito di diritto pubblico

Fonti archivistiche

  • Archivio di Stato di Torino (Torino)
    Archivio storico La Stampa
    21 giugno 1983

Fonti bibliografiche

  • Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, dal 1946 (29 agosto 1968 e 9 settembre 1972)
  • ABI, Annuario delle banche e finanziarie, dal 1994 (1980)

Soggetto con cui si fonde

Soggetto risultante dalla fusione

· Federbanca Credito Agrario Fondiario Industriale S.p.a.

Albero genealogico

Autore: Carlo Bazzani | Ultima modifica: 22 dicembre 2022