Cassa depositi e prestiti dell'Alleanza cooperativa torinese

Torino (TO)

Data di costituzione: 1903

Data di cessazione: [dopo 1924]

Torino (TO)

Cassa depositi e prestiti dell'Alleanza cooperativa torinese nasce - nei primi mesi del 1903 - per iniziativa dell'Alleanza Cooperativa Torinese di Torino (ACT). Circa un centinaio di soci dell'ACT, di orientamento socialista e appartenenti al mondo industriale, decidono, in questo modo, di "favorire il risparmio e facilitare il credito ai soci e alle Società cooperative e di mutuo soccorso" (Almanacco socialista, 1922, p. 177). Il capitale sociale è fissato in 2.640 lire, con 264 azioni del valore nominale di 10 lire. Il nuovo istituto attira a sé nuovi soci, tanto che, nel 1913, sono 623 (contro i 162 del primo anno di fondazione). Aumetano costantemente anche i mutui, che ammontano a 300.000 lire; stesso trend vale per i depositi a risparmio, giunti a 65.839,96 lire (contro 3.474,40 lire del 1903). Oltre la sede di Torino, ha ivi due succursali e una filiale in Valle d'Aosta. La Cassa ha un ruolo attivo, quale finanziatrice, nella costruzione di case popolari a Torino. Constestualmente, anche durante il periodo della Prima guerra mondiale, continuano a crescere i depositi, giunti a 2.040.000 lire (1916) e a 11.873.578,44 lire (1921).
Proprio nel 1921 la fazione comunista prende il controllo dell'ACT, influenzando anche la politica della Cassa, che concede prestisti e contributi in occasione delle occupazioni del Biennio rosso (1920-1922). Una battuta di arresto avviene con la presa del potere del fascismo, che porta molti soci dell'ACT a ritirare i risparmi esistenti presso la Cassa, riducendone il denaro liquido. L'istituto risulta ancora esistente nel 1924.


Sede legale

  • Torino (TO)

Capitale sociale

  • [1903] 2.640,00 Lire italiane

Forma giuridica

  • [1903] Società anonima

Categoria bancaria

  • [1903] Società cooperativa di credito

Fonti bibliografiche

  • Gozzini Umberto, Dizionario delle banche, banchieri e casse di risparmio d'Italia, Ancona, Stab. Tipografico del commercio, 1924
  • Almanacco socialista (1922, pp. 177 e sgg.)

Autore: Carlo Bazzani | Ultima modifica: 21 dicembre 2022