Monte di pietà di Pinerolo

Pinerolo (TO)

Data di costituzione: 1603

Data di scioglimento: [1 maggio 1902]

Pinerolo (TO)

Fondato nel 1603 come monte granatico e di pietà, il Monte pio di Pinerolo dipende dalla locale amministrazione comunale. Nel 1839, su iniziativa dell'amministrazione civica, al Monte viene aggregata una cassa di risparmio, "destinata a ricevere e rendere fruttiferi i depositi degli avanzi dei giornalieri, degli operai, degli artigiani, dei famigli, e di tutte le persone di ristretta fortuna" (art. 1 del Regolamento per la Cassa di risparmio ed il Monte di pietà). I due enti condividono patrimonio e amministratori. A seguito della Legge 15 luglio 1888 n. 5546, la Cassa di risparmio di Pinerolo si costituisce in ente autonomo, con amministrazione distinta e patrimonio separato. Allo stesso tempo, con la Legge 17 luglio 1890 n. 6972, sulle opere pubbliche di beneficenza, il Monte di pietà deve a sua volta sottostare a un regime differenziato. Di conseguenza, il 1° gennaio 1894 viene dichiarata l'autonomia dei due enti. Intanto, le passività del Monte pio si fanno sempre più gravose: nel maggio del 1900, dopo soli sei anni di esercizio, quest'ultimo presenta un'eccedenza passiva di 9.570 lire. Ciò provoca la promulgazione del Decreto 14 marzo 1901, con il quale si affida alla locale cassa di risparmio la gestione dei prestiti su pegno, e il successivo decreto reale (1° maggio 1902) con cui il Monte di pietà di Pinerolo è sciolto e posto in liquidazione. Il Bilancio finale di liquidazione è datato 3 dicembre 1911.


Sede legale

  • Pinerolo (TO)

Forma giuridica

  • [1902] Ente morale

Categoria bancaria

  • [1902] Monte di pietà

Fonti archivistiche

  • Archivio centrale dello Stato (Roma)
    MAIC, Direzione generale credito e previdenza, Vigilanza e ispezioni su casse di risparmio, monti di pietà e istituti di credito, di previdenza e di assicurazioni
    b. 77, fasc. 78

Fonti bibliografiche

  • Arnaldo Pittavino, Storia di Pinerolo e del Pinerolese, Bramante, 1966 (Vol. 2, p. 172)
  • Banche e sviluppo economico nel Piemonte meridionale in epoca contemporanea. Dallo Statuto albertino alla caduta del fascismo, 1848-1943, Bermond Claudio (a cura di), Torino, Centro Studi Piemontesi, 2001 (p. 119)
  • Paola Avallone, Il "povero" va in banca: i monti di pietà negli antichi stati italiani, secc. XVI-XVIII, Edizioni scientifiche italiane, 2001 (p. 53)

Autore: Enrico Berbenni | Ultima modifica: 22 dicembre 2022