Banco Ghio

Chiavari (GE)

Data di costituzione: 10 ottobre 1925

Data di incorporazione: 30 gennaio 1970

Chiavari (GE)

Altre denominazioni

  • Piccolo Credito Ligure [10 ottobre 1925] - [Banca costituita a Genova]
  • Banca Commerciale Ligure [1926] - [Banca costituita a Genova]
  • Banco Ghio [1934]

Il Banco Ghio è la continuazione del Piccolo Credito Ligure costituito nel 1925 e trasformatosi nel 1926 in Banca Commerciale Ligure. Scopo della società è l’esercizio di qualsiasi operazione bancaria e di credito, nonché quella di compiere operazioni commerciali in genere, anche immobiliari. Nel 1930 il capitale sottoscritto della Banca Commerciale Ligure è di 423.900 lire che per oltre 400.000 sono del marchese Antonio Marana, che è anche presidente del Consiglio di amministrazione di cui fanno parte Augusto Marana, figlio del precedente, e il conte Cesare Barbiellini Amidei, tutte persone di ottima reputazione e che godono di fiducia sulla piazza, ma che non hanno conoscenza del lavoro bancario. Anima della banca è il direttore Taroni che gode della più completa fiducia degli amministratori. Nello specifico, il marchese Marana rileva nel 1927 le azioni dal gruppo che aveva fondato la banca pensando di poterle dare nuovo impulso, cedendola poi ad altri. Questo però non accade e la banca incontra sempre maggiori difficoltà. Il dissesto viene evitato grazie a Davide Ghio che nell’ottobre 1934 ne acquista tutto il pacchetto azionario, riuscendo in breve tempo a sistemare le vecchie posizioni e a dare maggiore impulso all’azienda. In precedenza Davide Ghio svolgeva l'attività di cambiavalute, assieme ai figli. Più precisamente, egli discende da una famiglia di cambiavalute originaria di Borzonasca, operante nell'ambito creditizio fin dal 1790. Nella seconda metà degli anni Trenta si tratta di un'azienda a carattere famigliare condotta da persone che conoscono molto bene la piazza. I Ghio inoltre posseggono un ingente patrimonio immobiliare. Il Banco Ghio è l’unico sportello bancario a carattere locale operante a Chiavari, città servita inoltre dalla Cassa di Risparmio di Genova, dal Credito Italiano, dalla Banca d’America e d’Italia, dall’Istituto San Paolo e dal Banco di Chiavari e della Riviera Ligure.
In generale, terminata la guerra, la vita economica è in ripresa e la funzione di questa banca si conferma importante a livello territoriale. Il volume d’affari della banca a fine 1945 è di 57.578.888 lire. A dimostrazione del buon andamento del Banco è il fatto che nel 1946 il capitale sociale dell'istituto venne portato da 100.000 lire a un milione; la banca ha un unico sportello a Chiavari e la sua attività viene definita dalle ispezioni come limitata, ma in grado di soddisfare le esigenze della clientela, fra cui alcuni imprenditori che si occupano delle cave di ardesia di Lavagna, di cantieri navali, di industria tannica. Si tratta di un’azienda a carattere familiare diretta dai fratelli Giacomo ed Eugenio Ghio, affiancati dal fratello Giovanni Battista (agente di cambio), tutte persone che godono di ottima reputazione e alle quali si attribuisce un patrimonio immobiliare di diverse decine di milioni.
Nel 1958 il capitale è 5.000.000 di lire e la clientela è costituita perlopiù da artigiani e contadini, residenti non solo nel comune di Chiavari. La banca si presenta come volutamente obsoleta nei locali, per soddisfare le esigenze di clienti che sono fidelizzati da lungo tempo e che rimangono legati al Banco Ghio anche se nei loro comuni di residenza sono state aperte altre banche. In quegli anni Chiavari conta circa 21.000 abitanti che aumentano parecchio in alcuni periodi dell'anno per via dei flussi turistici. Si tratta infatti di una città ricca e industriosa (con vivace artigianato e attività commerciali) nota come stazione climatica e balneare. Ancora in quel periodo rivestono notevole importanza per l'economia locale le rimesse degli emigrati, ambito di operazioni creditizie nel quale i Ghio si sono specializzati da fine Ottocento.
Il 30 gennaio 1970 il Banco Ghio viene incorporato nell'Istituto San Paolo di Torino.


Sede legale

  • Chiavari (GE) [piazza San Giovanni]

Capitale sociale

  • [1930] 423.900 Lire italiane [Capitale sottoscritto]
  • [1939] 100.000 Lire italiane
  • [31 marzo 1946] 1.000.000 Lire italiane [notaio Francesco Leonardi di Chiavari]
  • [1958] 5.000.000 Lire italiane
  • [1960] 25.000.000 Lire italiane

Forma giuridica

  • [10 ottobre 1925] Società anonima [Piccolo Credito Ligure]
  • [1926] Società anonima [Banca Commerciale Ligure]
  • [1934] Società anonima [Banco Ghio]

Categoria bancaria

  • [10 ottobre 1925] Società ordinaria di credito [Piccolo Credito Ligure]
  • [1926] Società ordinaria di credito [Banca Commerciale Ligure]
  • [1934] Società ordinaria di credito [Banco Ghio]

Fonti archivistiche

  • ASBI - Archivio storico Banca d'Italia (Roma)
    Fondo Banca d'Italia, sottofondo Vigilanza (1926-1961)
    pratt., n. 1252, fasc. 1 e fasc. 2
  • Fondazione 1563 per l'arte e la cultura della Compagnia di San Paolo (Torino)
    Istituto bancario San Paolo di Torino-Istituto di San Paolo di Torino
    II, Funzioni Centrali, Acquisizioni e partecipazioni, Banco Ghio, 1968-1978
  • Fondazione 1563 per l'arte e la cultura della Compagnia di San Paolo (Torino)
    Istituto bancario San Paolo di Torino-Istituto di San Paolo di Torino
    IV, Segreteria Generale, Verbali del Consiglio di Amministrazione, seduta del 30 gennaio 1970
  • ASBI - Archivio storico Banca d'Italia (Roma)
    Raccolte diverse, Statuti e Regolamenti
    pratt., n. 35, doc. 77

Fonti bibliografiche

  • ABI, Annuario delle aziende di credito e finanziarie, dal 1921 al 1993 (1950-1951, Roma, 1951)
  • ABI, Annuario delle aziende di credito e finanziarie, dal 1921 al 1993 (1964-1965, Roma, 1965)
  • Doria Marco, Il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure. Storia di una banca nel suo territorio, 1870-1954, Genova, Sagep, 2001
  • Fezzi Luca, I banchieri Ghio e Chiavari (1790-1969), Pistoia, Calvani Art Design, 2007

Soggetto incorporato

Soggetto incorporante

· Istituto bancario San Paolo di Torino [Sanpaolo IMI]

Albero genealogico

Autore: Luciano Maffi | Ultima modifica: 28 dicembre 2022