Sanpaolo IMI

Torino (TO)

Data di costituzione: 1579

Data di incorporazione: 31 dicembre 2006

Torino (TO)

Altre denominazioni

  • Monte di Pietà San Paolo di Torino [1579]
  • Istituto di San Paolo in Torino [1927]
  • Istituto Bancario San Paolo di Torino [1950]
  • Sanpaolo IMI [1998]

Il Monte di Pietà di Torino ha una secolare storia che conduce fino all'epoca pre-tridentina. La prima fondazione avvenne nel 1519 grazie al finanziamento e il sostegno della municipalità di Torino. Dopo un iniziale periodo di crisi, che ne comportò anche la chiusura, viene rifondato nel 1579 offrendo servizi di prestito gratuito sui pegni. Il 25 gennaio di quell'anno, infatti, la confraternita chiamata "Compagnia di San Paolo" ottenne l'autorizzazione da Papa Gregorio XIII e dal duca Emanuele Filiberto per la ricostituzione di un Monte cittadino. Nel periodo successivo, sostenuto da numerosi legati e dalle grandi eredità di famiglie piemontesi, il Monte di Pietà continuò a crescere e ad operare nell'acquisto di quote del prestito pubblico, statale e municipale, nella concessione di prestiti a comunità e privati, nell'acquisto di censi e tassi e negli investimenti immobiliari. La metà del Settecento segnò l'epoca del maggior sviluppo organizzativo e dell'attività creditizia per poi iniziare un periodo di ripiegamento fino alla soppressione della Compagnia nel marzo del 1802 decretata dal governo repubblicano francese in Piemonte. La Compagnia venne reintegrata nelle sue funzioni nel 1814 assumendo, accanto al Monte gratuito, la gestione del Monte di Pietà a interessi. Nel 1853, con il diffondersi delle idee liberali e il proposito di abolire le congregazioni religiose, il re sabaudo limitò le funzioni della Compagnia al solo esercizio delle pratiche religiose, ed affidò la gestione del patrimonio delle Opere Pie di San Paolo di Torino a una direzione di nomina governativa e municipale, con un presidente e un vicepresidente di nomina regia. Nella seconda parte del XIX secolo, grazie anche alla concessione di crediti fondiari, l'attività del Monte crebbe in maniera significativa. Nel 1923 il Monte di Pietà ricevette con la classificazione nella prima categoria il riconoscimento della prevalente attività bancaria, mentre l'istituto si affacciava sulla scena nazionale con i prestiti agli enti pubblici, soprattutto ai comuni, e con la partecipazione ai nuovi organismi finanziari, come il Consorzio Sovvenzioni su Valori Industriali, l'Istituto federale per il credito agrario per il Piemonte, il Consorzio nazionale per il credito agrario di miglioramento. Nel 1927 assunse la denominazione di Istituto di San Paolo in Torino - Beneficenza e Credito e nel 1931 rilevò i depositi della Banca Agricola Italiana in Piemonte, Liguria e parte della provincia di Pavia. Così l'Istituto di San Paolo, che ancora nel 1928 contava soltanto tre agenzie in Torino e tre filiali fuori città, si trovò ad avere dieci agenzie in città e 110 filiali diffuse prevalentemente nelle regioni nord-occidentali. Nel 1932 il governo, riconoscendone la rilevanza nell'economia del Paese e le finalità di pubblico interesse, gli conferì lo status di istituto di credito di diritto pubblico. Nel 1940 vennero incorporati i Monti di credito su pegno di Carignano e di Susa. Nel dopoguerra l'Istituto ricoprì un ruolo decisivo nella ricostruzione del patrimonio distrutto e nell'eccezionale incremento edilizio di Torino, attraverso l'erogazione di mutui fondiari che favorirono la piccola proprietà e la costruzione di grandi condomini. Nel 1950 il cambiamento della denominazione in Istituto Bancario San Paolo di Torino sancì il definitivo passaggio da banca prevalentemente raccoglitrice di risparmio a vera e propria banca commerciale. Agli inizi degli anni Sessanta, la banca operava sul territorio nazionale attraverso 166 filiali e all'estero con le rappresentanza di Francoforte, Londra e Zurigo. Tra il 1965 e i primi anni Settanta, l'Istituto Bancario San Paolo assorbì la Banca Grasso, Banca Depositi e Sconti di Milano, della Banca Fiorentina di Credito e del Banco Santi di Bologna e queste operazioni le permisero di consolidare la sua presenza sul territorio nazionale. Con gli anni Ottanta, venne ad allargarsi anche la presenza della banca nei mercati internazionali con l'apertura di filiali e uffici di rappresentanza in diverse capitali europee, negli Stati Uniti e in Asia. Sempre negli anni Ottanta, in seguito all'acquisizione della Banca Provinciale Lombarda e della Banca Fabbrocini, l'Istituto torinese superò le 500 filiali in Italia. Nel 1986, incorporò la Banca Popolare dell'Agricoltura di Canicattì e, a partire dagli anni Novanta, il Banco Lariano e la Banca Nazionale delle Comunicazioni diventando in questo un vero e proprio gruppo bancario. Il 27 aprile del 1998, il principale quotidiano torinese intitolava “Nasce super San Paolo-IMI“ presentando cosi il progetto di fusione tra Istituto Bancario San Paolo di Torino e l'Istituto Mobiliare Italiano. Il nuovo Sanpaolo-IMI era da considerarsi a tutti gli effetti un “colosso bancario“ al primo posto nazionale con un totale dell'attivo di 350 miliardi di lire e un patrimonio complessivo di 16 mila miliardi, oltre ai 1.300 sportelli e ai 25.000 dipendenti. Il 28 dicembre 2006, Banca Intesa ha incorporato Sanpaolo IMI e gli effetti giuridici dell'operazione sarebbero decorsi dal 1° gennaio seguente.


Sede legale

  • Torino (TO) [piazza San Carlo n. 156]

Capitale sociale

  • [1954] 500.000.000 Lire italiane
  • [1968] 5.000.000.000 Lire italiane
  • [1998] 8.159.928.520.000 Lire italiane

Forma giuridica

  • [1579] Ente morale
  • [1932] Istituto di credito di diritto pubblico
  • [1998] Società per azioni

Categoria bancaria

  • [1579] Monte di pietà
  • [1932] Istituto di credito di diritto pubblico
  • [1998] Società ordinaria di credito

Fonti archivistiche

  • Fondazione 1563 per l'arte e la cultura della Compagnia di San Paolo (Torino)
    Istituto bancario San Paolo di Torino-Istituto di San Paolo di Torino
  • Archivio di Stato di Torino (Torino)
    Archivio storico La Stampa
    1 dicembre 1961, p. 12; 5 marzo 1968 p. 3; 9 febbraio 1979, p. 20; 20 aprile 1998, p. 14
  • Camera di Commercio di Torino (Torino)
    Camera di commercio di Torino, Registro imprese - Fascicoli
    fasc. rea 1007
  • ASBI - Archivio storico Banca d'Italia (Roma)
    Fondo Banca d'Italia, sottofondo Vigilanza (1926-1961)

Fonti bibliografiche

  • L'Istituto delle Opere pie di S. Paolo in Torino nel 350° anno di sua esistenza: gennaio 1563-gennaio 1913, Torino, Società tipografico-editrice nazionale, 1913
  • L'Istituto San Paolo di Torino dalle origini ai giorni nostri. 1563-1936, Torino, Istituto Bancario San Paolo di Torino - Arti Poligrafiche Editrici, 1937
  • L'Istituto Bancario San Paolo di Torino (1563-1950), Segreteria Istituto Bancario San Paolo di Torino (a cura di), Torino, F.lli Pozzo-Salvati-Gros Monti & C., 1951
  • Abrate Mario, L'Istituto Bancario San Paolo di Torino, Torino-Moncalieri, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1963
  • Cingolani Stefano, Maradini Giuseppe, San Paolo, da Banco a Bank. Tradizione e innovazione nella storia del più dinamico istituto di credito italiano, Milano, Ipsoa, 1990
  • L'Archivio storico della Compagnia di San Paolo, Cantaluppi Anna (a cura di), Torino, Compagnia di San Paolo, 2008
  • La Compagnia di San Paolo 1563-2013, Barberis Walter, Cantaluppi Anna (a cura di), Torino, Einaudi, 2013

Soggetto incorporante

· Banca Intesa Spa [Intesa Sanpaolo Spa]

Albero genealogico

Autore: Geoffrey Pizzorni | Ultima modifica: 28 dicembre 2022